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	<title>problemi relazionali Archivi - Psicologa Firenze - Sesto Fiorentino - Dott.ssa Corinna Dagliana - Psicoterapeuta</title>
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		<title>Quando le aspettative irrealistiche diventano risentimenti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Corinna Dagliana]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Jul 2023 17:02:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[problemi relazionali]]></category>
		<category><![CDATA[aspettative]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>"L'aspettativa alimenta la frustrazione. È un attaccamento malsano alle persone, alle cose e ai risultati che vorremmo poter controllare ma non lo facciamo" (Dr. Steve Maraboli). Crediamo che aspettarsi che qualcosa accada la farà accadere automaticamente. E riponiamo le nostre speranze e i nostri sogni sulla realizzazione di queste aspettative. In realtà, non c'è niente di sbagliato in questo,  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>L&#8217;aspettativa alimenta la frustrazione. È un </em><em>attaccamento</em><em> malsano alle persone, alle cose e ai risultati che vorremmo poter controllare ma non lo facciamo&#8221; (</em>Dr. Steve Maraboli).</p>
<p>Crediamo che aspettarsi che qualcosa accada la farà accadere automaticamente. E riponiamo le nostre speranze e i nostri sogni sulla realizzazione di queste aspettative.</p>
<p>In realtà, non c&#8217;è niente di sbagliato in questo, specialmente quando abbiamo buone ragioni per credere che soddisfare le nostre aspettative si tradurrà nella nostra felicità. Come quando impariamo dalle esperienze passate che fare certe cose ci renderà felici: ad esempio, se per esperienza sappiamo che prendere il nostro caffè mattutino di solito ci porta felicità e una sferzata di energia, è per noi ragionevole aspettarci questa esperienza ogni mattina quando ci svegliamo.</p>
<p>Ma allora quand’è che le nostre aspettative diventano un problema?</p>
<h3><strong>Quando le aspettative diventano un (il) problema</strong></h3>
<p>Il problema con le aspettative si presenta quando ci aspettiamo che qualcosa accada senza alcuna buona ragione o prova che questo avverrà.</p>
<p>Le aspettative diventano, quindi, un (il) problema quando crediamo che queste (le aspettative) da sole mi porteranno ciò che desidero. Cioè, quando mi sono creato un&#8217;aspettativa irragionevole che, sicuramente, mi porterà a sperimentare delusione. Ad esempio, non posso fare il caffè semplicemente pensando di farlo, ma devo mettere in atto tutti i passaggi necessari per prepararlo. Ed aspettarmi che il mio caffè si materializzi da solo quando mi sveglio mi deluderà sicuramente.</p>
<p>Questo esempio è facile da capire, ma il concetto diventa confuso quando si ha a che fare con le persone. Infatti, nonostante la maggior parte di noi può sapere che aspettarsi che un caffè si materializzi dai nostri pensieri nel momento in cui ci svegliamo non è realistico, molte persone, ad un certo punto, credono che aspettarsi che gli altri si comportino come vogliono lo farà accadere.</p>
<p>Ad esempio, potresti aspettarti che sia il tuo partner a preparare il tuo caffè al mattino, il che è piacevole e amorevole se il tuo partner è disposto a farlo. Ma cosa succede se il tuo partner non ha interesse ad essere all&#8217;altezza di tale aspettativa? Potresti sentirti scioccato, turbato e risentito. In casi come questi, le aspettative diventano risentimenti premeditati.</p>
<p>Prova a pensare ai momenti della tua vita in cui ti sei sentito risentito nei confronti di qualcuno che non è stato all&#8217;altezza delle tue aspettative. Non dovrebbe essere difficile individuare alcuni di questi momenti. Il problema è che aspettarsi che la vita vada sempre come vogliamo è garanzia di delusione, perché la vita non funziona in questo modo.</p>
<p>I tuoi genitori, il tuo coniuge e i figli non sempre soddisferanno le tue aspettative, e va bene così. Non permettere alle tue aspettative irragionevoli di farti sperimentare delusione e risentimento.</p>
<p>Pensaci:<strong> </strong>perché non ci arrabbiamo quando il caffè non si fa da solo, ma ci arrabbiamo se il nostro coniuge non lo fa per noi? Da dove deriva l&#8217;idea che gli altri si debbano comportare come noi vogliamo? Cosa ci fa arrabbiare con le altre persone quando non soddisfano le nostre aspettative?</p>
<p>Spesso ci costruiamo nelle nostre teste delle aspettative sul dare ed avere in una relazione, senza però verbalizzarle e senza che ci sia un vero accordo con l’altra persona. E per questa persona sarà difficile essere all&#8217;altezza delle nostre aspettative quando non sa quali siano. Quando ciò avviene (la persona non è all’altezza delle nostre aspettative) ci sentiamo offesi perchè i nostri bisogni non vengono soddisfatti.</p>
<p>Ad esempio, a volte alcune persone si sentono obbligate ad ascoltare i problemi dei loro amici e familiari, anche quando non vorrebbero, perché si aspettano di ottenere lo stesso in cambio. Quando ciò non accade, si sentono turbati ed offesi. È facile credere che se sei lì per le persone, dovrebbero essere lì anche per te. Ma non funziona sempre così.</p>
<h3><strong>Come non trasformare le nostre aspettative in delusione</strong></h3>
<p>Parlare apertamente agli altri delle tue aspettative può aumentare la probabilità che queste si realizzino. E imparando a non aspettarti che le persone sappiano di cosa hai bisogno da loro, sarai molto più chiaro quando comunichi le tue esigenze. Invece di sperare che gli altri leggano il tuo linguaggio del corpo, puoi provare a comunicare i tuoi bisogni, le tue emozioni e sentimenti.</p>
<p>Allo stesso tempo, anche pensare che comunicare chiaramente le tue aspettative farà sì che le persone si comportino come vuoi, potrebbe farti rimanere deluso.</p>
<p>Se ci aspettiamo che altre persone agiscano in modi incoerenti con i loro interessi, probabilmente queste persone resisteranno alle nostre aspettative, lasciandoci risentiti. Inoltre, probabilmente finiranno per risentirsi anche loro. Pensaci: come ti senti quando le persone si aspettano che tu faccia cose che non sono in linea con i tuoi obiettivi e valori?</p>
<h3><strong>In conclusione</strong></h3>
<p>Quando pensi alle tue aspettative sugli altri, prima di tutto considera se le hai comunicate chiaramente. Se lo hai fatto, assicurati che queste aspettative soddisfino gli interessi del tuo partner, amico o familiare.</p>
<p>Quando ti liberi dall&#8217;aspettativa che tutti debbano essere in linea con ciò che vuoi, in modo da poterti sentire bene, puoi provare soddisfazione anche quando le cose non vanno come speravi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h6><a href="https://www.psychologytoday.com/intl/blog/your-emotional-meter/202307/when-unrealistic-expectations-become-resentments" target="_blank" rel="noopener">Vai alla fonte in lingua originale </a></h6>
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		<title>4 ingredienti essenziali in una relazione amorosa</title>
		<link>https://www.psicologacorinnadagliana.it/4-ingredienti-essenziali-in-una-relazione-amorosa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Corinna Dagliana]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Apr 2022 13:18:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[problemi relazionali]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Daniel Jones, curatore della rubrica settimanale del New York Times “Modern Love” (diventata poi un best seller ed infine una serie TV), sostiene che ciò che la maggior parte delle persone vuole veramente, è una relazione amorosa e duratura. E per sostenere la propria tesi, cita come prova l’esistenza di oltre 13,5 milioni di libri di  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicologacorinnadagliana.it/4-ingredienti-essenziali-in-una-relazione-amorosa/">4 ingredienti essenziali in una relazione amorosa</a> proviene da <a href="https://www.psicologacorinnadagliana.it">Psicologa Firenze - Sesto Fiorentino - Dott.ssa Corinna Dagliana - Psicoterapeuta</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Daniel Jones, curatore della rubrica settimanale del New York Times “<em>Modern Love</em>” (diventata poi un best seller ed infine una serie TV), sostiene che <strong>ciò che la maggior parte delle persone vuole veramente, è una relazione amorosa e duratura</strong>. E per sostenere la propria tesi, cita come prova l’esistenza di oltre 13,5 milioni di libri di auto-aiuto che affrontano la tematica della relazione amorosa.</p>
<p>Ma <strong>quali sono gli ingredienti fondamentali di una relazione amorosa soddisfacente e duratura?</strong></p>
<h2><strong>4 ingredienti essenziali in una relazione amorosa</strong></h2>
<p>Prima di rilevare 4 ingredienti fondamentali di una relazione amorosa soddisfacente e duratura, è obbligo fare una premessa da tenere sempre bene a mente: <strong>una bella relazione</strong> non si costruisce e mantiene mai da soli, ma<strong> è qualcosa che si realizza insieme</strong> al proprio partner. È un “lavoro” di coppia, non lo puoi fare da solo.</p>
<p>Ecco <strong>quattro ingredienti essenziali per una relazione amorosa soddisfacente e duratura:</strong></p>
<h3><strong>1. Guardarsi l&#8217;un l&#8217;altro</strong></h3>
<p>È probabile che quando hai incontrato per la prima volta il tuo partner, vi siate guardati negli occhi e cercati con lo sguardo tante, tantissime volte.  <strong>Lo sguardo fa entrare in relazione</strong>, ci connette all’altro. E più una persona ci piace e ci interessa e più tenderemo a guardarla e a cercare il suo sguardo.</p>
<p>Ma nella tua giornata, nella tua quotidianità dovrai guardare tante altre cose: la strada, lo schermo, il telefono, i bambini, ecc. e così lo sguardo reciproco nel corso degli anni tenderà a diventare meno frequente e difficoltoso.</p>
<p>Quindi <strong>se vi rendere conto di aver smesso di guardarvi, ricominciate a farlo</strong>. Fatelo quando vi salutate ogni giorno, quando bevete velocemente quella tazza di caffè al mattino, quando vi scambiate borse o bambini sul campo di calcio. Fatelo, perché così facendo  alimenterete la vostra intima connessione.</p>
<h3><strong>2. Ridere insieme</strong></h3>
<p>È stato dimostrato che <strong>la risata ha benefici fisici, psicologici e interpersonali</strong>. La coppia che ride insieme riduce lo stress, sorvola “le piccole cose” e si sente più connessa.</p>
<p>Le ricerche suggeriscono che <strong>il senso dell&#8217;umorismo</strong> <strong>è</strong> considerato <strong>un tratto attraente</strong>. Inoltre sia le donne che gli uomini associano il senso dell&#8217;umorismo alla giocosità e alla capacità di recupero per superare i momenti difficili della vita.</p>
<p>In una relazione amorosa <strong>la risata è parte integrante dell&#8217;intimità</strong>, perché ridere significa rischiare di essere toccati emotivamente dall’altro. E quando i partner possono ridere di se stessi e ridere degli errori dell&#8217;altro, vuol dire che quella<strong> relazione</strong> è <strong>sicura</strong>, connotata da <strong>autenticità</strong>  e <strong>perdono</strong>.</p>
<p>Inoltre si dice che non puoi davvero amare nessuno con cui non ridi mai. Quindi  ridere ogni giorno da sicuramente una spinta alla storia d&#8217;amore.</p>
<h3><strong>3. Lasciarlo andare</strong></h3>
<p>Non c&#8217;è coppia che non litighi, non sia d&#8217;accordo su qualcosa o si chieda a volte da quale pianeta l&#8217;altro sia arrivato. Detto questo, <strong>le migliori coppie sanno quando lasciar perdere.</strong></p>
<p>Hanno imparato che quando le persone sono nel loro “cervello da rettile” arrabbiato, non succede nulla di buono. Uno o entrambi devono premere un pulsante di pausa (portare fuori il cane, iniziare a cucinare, ecc.), in modo da trovare un modo per ripristinare la propria regolamentazione emotiva. E questo consente loro di <strong>differire, ma senza mettere a repentaglio la relazione</strong>.</p>
<p>Facendo così non stanno rinunciando ad affrontare importanti divergenze di opinione. Stanno solo<strong> lasciando andare gli scontri tossici</strong>, che a volte possono diventare così intensi che non è possibile trovare soluzioni e decisioni reciproche.</p>
<p><strong>Quando le coppie hanno una forte connessione, non hanno paura dello scontro e non hanno paura di rinunciare allo scontro</strong>. Non identificano differenze o disaccordi come mancanza di amore. E, soprattutto, <strong>non devono vincere per sentirsi amati.</strong></p>
<p>Le coppie che possono “lasciarsi andare” hanno imparato che, una volta che hanno espresso il loro punto, l&#8217;altro ha bisogno di tempo e spazio per elaborare. E confidano sul fatto che, dando questo tempo/spazio, si possano, ad esempio, aprire opzioni per: considerare se vale la pena scontrarsi; capire se hanno bisogno di avere ragione; vedere se ci possono essere altre soluzioni inaspettate; capire se dovrebbero cambiare le loro opinioni.</p>
<p>Queste coppie hanno imparato che:</p>
<p>&#8211; <strong>le scuse si presentano</strong> in forme e modi diversi;</p>
<p>&#8211; nelle ore, nei giorni e negli anni di una relazione, <strong>la connessione è più importante della vittoria</strong>;</p>
<p>&#8211; in una relazione<strong> è fondamentale dare ed avere</strong>;</p>
<p>&#8211;  nel dubbio, <strong>“lascia perdere e prendi il meglio del tuo partner”</strong>.</p>
<h3><strong>4. Far sapere all&#8217;altro</strong></h3>
<p><strong>Le coppie che hanno relazioni amorevoli</strong> e di sostegno in qualche modo fanno sapere all&#8217;altro <em>proprio questo</em>. Non danno mai per scontato che il partner non abbia più bisogno di sapere, non importa da quanto tempo stanno insieme.</p>
<p><strong>Non danno per scontato il proprio partner</strong>, ma lo affermano positivamente in piccoli e grandi modi, trovando un modo per farlo sentire desiderato. Perché quello che senti e che provi, se non lo dici e non lo fai, è come se non esistesse.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h6><a href="https://www.psychologytoday.com/intl/blog/speaking-about-trauma/202011/4-essential-ingredients-in-loving-relationship?collection=1174484" target="_blank" rel="noopener">Vai alla fonte in lingua originale</a></h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>L’importanza di stabilire i propri confini personali</title>
		<link>https://www.psicologacorinnadagliana.it/limportanza-di-stabilire-i-propri-confini-personali/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Corinna Dagliana]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Apr 2022 18:06:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[problemi relazionali]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
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		<category><![CDATA[relazioni interpersonali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando eri più giovane eri un “bravo ragazzo”? Non ti sei mai messo davvero nei guai e tutti i tuoi insegnanti ti amavano? Rispondevi alle domande quando dovevi (sempre con una mano alzata) e stavi tranquillo quando capivi che era quello che gli altri volevano? E da adulto cerchi di evitare di litigare con il  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quando eri più giovane eri un “bravo ragazzo”? Non ti sei mai messo davvero nei guai e tutti i tuoi insegnanti ti amavano? Rispondevi alle domande quando dovevi (sempre con una mano alzata) e stavi tranquillo quando capivi che era quello che gli altri volevano?</p>
<p>E da adulto cerchi di <strong>evitare di litigare</strong> con il tuo partner perché non vuoi che sia arrabbiato con te? Cedi alle richieste di tua madre, o di qualche tuo amico, anche se sai che ti stravolgeranno la giornata? <strong>Dici di sì a tutte le cose</strong> al lavoro in modo che nessuno abbia una scusa per dire qualcosa di negativo su di te?</p>
<p>Ecco, se a molte di queste domande hai risposto affermativamente, allora con buona probabilità sei un “<em>People Pleaser</em>”, ovvero una persona che ha molta <strong>difficoltà a mettere dei confini con gli altri.</strong></p>
<h3><strong>Perché può essere difficile stabilire i propri confini personali con gli altri?</strong></h3>
<p>Spesso siamo accondiscendenti con gli altri, non solo perché siamo delle “brave persone” (vorrei <em>davvero</em> che fosse quella la ragione), ma perché proviamo <strong>senso di colpa</strong> o <strong>timore di offendere</strong> l’altra persona.</p>
<p>Abbiamo <strong>paura che l’altro si arrabbi con noi</strong>, ci spaventano i conflitti e temiamo di perdere le persone se non siamo d’accordo con loro, abbiamo <strong>timore del rifiuto</strong>, oppure <strong>riteniamo che</strong> i sentimenti ed <strong>i bisogni degli altri siano più importanti dei nostri</strong>.</p>
<p>E così finiamo per accettare situazioni che non ci piacciono o che non ci fanno sentire liberi e a nostro agio.</p>
<h3><strong>8 segnali che potresti avere problemi ad impostare e mantenere i tuoi confini personali:</strong></h3>
<ol>
<li><strong>Odi deludere le altre persone</strong><strong>. </strong>Ciò significa che spesso assecondi i piani degli altri e dici di sì a cose che di solito non sceglieresti di fare e che forse non vorresti fare.</li>
<li><strong>Senti che le altre persone dipendono da te. </strong>Ti preoccupi se si stanno divertendo e se si sentono bene. Fai di tutto per assicurarti che sia così. Ciò significa che ti senti in colpa e ansioso abbastanza regolarmente. Non puoi mai sentirti a tuo agio perché ci sarà sempre una persona sconvolta o un incendio da spegnere. E devi essere tu a farlo.</li>
<li><strong>Sei costantemente stanco</strong><strong> e non sai nemmeno perché. </strong>Questo perché consumi tutta la tua energia occupandoti costantemente dei bisogni di tutti gli altri, mettendo i tuoi bisogni in secondo piano.</li>
<li><strong>Pensi che gli altri si approfittino di te</strong><strong>. </strong>Sei abbastanza sicuro che non è quello che hai accettato, ma preferisci non dire nulla. A volte ti chiedi se sei manipolato da coloro che ti sono più vicini.</li>
<li><strong>Sei infastidito&#8230; tutto il tempo</strong><strong>. </strong>Di solito, non fai mai davvero le cose che vuoi fare e di solito vai d&#8217;accordo con gli altri. Il che porta al risentimento verso gli altri e le loro scelte.</li>
<li><strong>Nel profondo del tuo cuore, </strong><strong>pensi che nessuno ti rispetti.</strong></li>
<li><strong>È difficile per te prendere decisioni in base a ciò che vuoi perché </strong><strong>pensi sempre a ciò che vogliono tutti gli </strong><em>altri</em><strong>. </strong>Quando devi davvero decidere da solo, è estenuante.</li>
<li><strong>Non sei sicuro di chi sei</strong><strong>, di cosa ti piace o cosa conta per te. Ti </strong>può sembrare di avere una crisi di identità. Cosa ti piace o non ti piace? Come ci si sente a prendere una decisione in base a ciò che <em>vuoi</em>fare piuttosto che a ciò che <em>pensi che</em> gli altri vogliano che tu faccia?</li>
</ol>
<h3><strong>Come impostare limiti sani</strong></h3>
<p>Ti sei identificato con alcuni degli 8 punti precedenti?  Se è così, ecco<strong> tre passaggi per impostare limiti sani:</strong></p>
<p>Facciamo un esempio. Giulia deve andare a prendere i suoi figli a scuola alle 3:45. Lascia il lavoro <em>ogni</em> giorno alle 3:15 ed esce da lavoro a quell&#8217;ora da quando ha iniziato a lavorare in quell’azienda quattro anni fa. Il suo capo è stato davvero di supporto e le ha fatto sapere che era disponibile a darle un orario flessibile. Ma nelle ultime due settimane in azienda le hanno programmato un paio di riunioni a settimana alle 3:30.</p>
<p><strong>Passaggio 1: ascolta come ti senti ed identifica i tuoi confini.</strong></p>
<p>Quali sono i tuoi bisogni? Perché non ti senti a tuo agio?</p>
<p><em>Mi sento frustrata e abbattuta perché non posso partecipare a quelle riunioni. Il lavoro è importante per me, ma lo sono altrettanto e di più i miei figli. Che rabbia dover scegliere se non partecipare alle riunioni o fare i sarti mortali per trovare qualcuno che vada a prendere i miei figli a scuola.</em></p>
<p>Le emozioni ci danno informazioni su quello che sta avvenendo e possono essere un campanello d’allarme che qualcosa non va. Rabbia, delusione, frustrazione, paura, abbattimento: se ci sono, vanno ascoltate per cercare di capire da cosa derivano e per poter, di conseguenza, identificare e riconoscere i nostri bisogni.</p>
<p><strong>Passaggio 2: indica chiaramente i tuoi confini in modo che l&#8217;altra persona possa capire cosa provi e di cosa hai bisogno.</strong></p>
<p><em>Volevo solo ricordarti che devo partire ogni giorno alle 3:15 per andare a prendere i miei bambini e non</em><em> potrò presenziare alle riunioni programmate</em><em> dopo</em><em> tale orario</em><em>.</em></p>
<p>Dopo aver preso contatto con i tuoi bisogni è importante stabilire quali sono le regole e le condizioni da porre agli altri per sentirti a tuo agio: quali sono i tuoi bisogni, cosa ti crea disagio, come vuoi essere trattato, quali sono i valori e gli obiettivi personali a cui non vuoi rinunciare, ecc.</p>
<p><strong>Passaggio 3: fornisci i dettagli e definisci cosa succede se non vengono rispettati i tuoi paletti.</strong></p>
<p><em>Amo lavorare qui e sono così grata</em><em> che mi avete </em><em>pe</em><em>rmesso di avere questo orario</em><em> flessibile. Se è cambiato</em><em> qualcosa ora però</em><em>, per favore</em><em>,</em><em> fatemelo sapere perché purtroppo dovrei cercare una posizione diversa.</em></p>
<p>Entra nell’ottica che se non metti dei paletti, se non rendi chiari e ben visibili i tuoi confini, non è automatico che gli altri li rispetteranno. È un tuo diritto/dovere farlo.</p>
<p>Inoltre non sei responsabile della reazione dell’altra persona: <strong>l’altro ha il diritto a non essere contento o soddisfatto o qualsiasi altra cosa del tuo limite, ma questo non è sufficiente ad annullare il tuo bisogno</strong>.</p>
<p>Se l’altra persona continua a non rispettare il tuo confine, sii te saldo nel rispettarlo, nel rispettarti.</p>
<p>Anche se stabilire dei limiti nella tua vita può essere incredibilmente difficile, in realtà, a lungo termine, ti dà più libertà.</p>
<h3><strong>Perché è importante stabilire i propri confini personali?</strong></h3>
<p>Saper mettere dei confini e dire dei sani e sacrosanti “<em>no</em>” è salutare: ti fa sicuramente arrabbiare meno con te stesso e con gli altri.</p>
<p><strong>Mettere dei confini significa riconoscersi il diritto di avere alcuni bisogn</strong>i, anche se a volte questi non coincidono con i desideri dell’altro. Significa imparare a distinguere ciò che vogliamo noi per noi stessi, da ciò che gli altri vogliono da noi.</p>
<p>Quindi stabilire e rendere chiari agli altri i propri confini personali è sinonimo di salute mentale: è fondamentale per portare avanti relazioni sane e soddisfacenti e vivere una vita serena.</p>
<p><strong>Rendere ben chiari e visibili i propri confini personali ci permette di definirci</strong>, di stabilire quello che è o non è ammissibile per noi e quali sono i nostri valori: tutto questo è indispensabile per avere un buon rapporto personale con noi stessi e con gli altri.</p>
<p>Stabilire i propri confini personali ci fa sperimentare <strong>maggiore sicurezza in noi stessi</strong>, una maggiore integrità personale e una più solida <strong>consapevolezza del proprio valore.</strong> E anche il rapporto con gli altri ne beneficia: se non rispettiamo i nostri confini e permettiamo anche agli altri di farlo, sacrificando i nostri bisogni per soddisfare quelli degli altri, alla lunga inizieremo a sperimentare frustrazione, rabbia e risentimento, tutte emozioni che non giovano certo ai rapporti interpersonali.</p>
<p>Esplicitare i propri bisogni e i propri confini, invece, favorisce l’instaurarsi di un rapporto autentico, alla pari e basato sul rispetto reciproco.</p>
<h3><strong>Chiedi aiuto se serve</strong></h3>
<p>Il saper stabilire i propri confini è un’abilità che si apprende e si affina con l’esperienza. È un processo attraverso il quale si diventa gradualmente più capaci.</p>
<p>Quindi non rinunciare a mettere dei confini se inizialmente non ti riesce bene, e se lo trovi molto difficile puoi sempre chiedere aiuto: <strong>cerca un </strong><strong>sostegno</strong>, contatta un professionista, <strong>psicologo-psicoterapeuta</strong>, formato e competente in grado di aiutarti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h6><a href="https://www.psychologytoday.com/intl/blog/parenting-without-losing-yourself/202204/8-signs-you-might-have-problem-boundaries" target="_blank" rel="noopener">Vai alla fonte in lingua originale</a></h6>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Essere in grado di stabilire i propri confini personali è salutare: è fondamentale per portare avanti relazioni sane e soddisfacenti e vivere una vita serena. Chi non lo fa spesso crede che i bisogni degli altri siano più importanti dei propri, ma così facendo è il primo a non rispettare se stesso e quindi, verosimilmente, a non essere rispettato dagli altri. Anche se stabilire dei confini può essere incredibilmente difficile, farlo crea a lungo termine più libertà personale ed è indispensabile per avere un buon rapporto personale con se stessi e con gli altri.</h4>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Come evitare che la gelosia distrugga l&#8217;amore</title>
		<link>https://www.psicologacorinnadagliana.it/come-evitare-che-la-gelosia-distrugga-lamore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Corinna Dagliana]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Mar 2022 21:53:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[problemi relazionali]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[gelosia]]></category>
		<category><![CDATA[gelosia patologica]]></category>
		<category><![CDATA[invidia]]></category>
		<category><![CDATA[psicologo firenze]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapeuta firenze]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un pò di gelosia in una relazione romantica è senza dubbio naturale. Capita a tutti di provare una scomoda fitta di gelosia ad un certo punto di una relazione. In questi momenti ci sentiamo gelosi perché abbiamo la sensazione che la relazione con la persona a noi cara sia minacciata e abbiamo paura che il nostro amato/a possa trovare  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un pò di <strong>gelosia</strong> in una relazione romantica è senza dubbio naturale. Capita a tutti di provare una scomoda fitta di gelosia ad un certo punto di una relazione. In questi momenti ci sentiamo gelosi perché abbiamo la sensazione che la relazione con la persona a noi cara sia minacciata e abbiamo <strong>paura che il nostro amato/a possa trovare qualcun altro che ci sostituisca</strong>.</p>
<p>La maggior parte delle persone sperimenta la gelosia in modo molto occasionale e mite, ma altri la provano a livelli e modalità patologiche. Per queste persone estremamente gelose, la loro gelosia porta quasi sempre alla fine delle relazioni.</p>
<p>La <strong>gelosia patologica</strong> può essere implacabile: <strong>ogni relazione</strong> che hai inevitabilmente <strong>finisce perché non riesci a controllare la tua gelosia</strong>. Non importa quanto il partner sia affidabile, non puoi trattenerti dal controllare il suo telefono, curiosare nei suoi cassetti, insultare riguardo ad ex fidanzati o attuali amici o colleghi. E alla fine tutti si stancano della tua ossessione per le infedeltà immaginarie.</p>
<p>Vuoi fidarti di più, ma come?</p>
<h3><strong>Gelosia VS Invidia</strong></h3>
<p><strong>Invidia e gelosia</strong>, anche se sono inestricabilmente intrecciate e distruggono le relazioni, <strong>non sono la stessa cosa</strong>.</p>
<p><strong>La gelosia. </strong>Esiste all&#8217;interno delle relazioni (relazioni sentimentali, amicizie o qualsiasi altra relazione interpersonale) e coinvolge tre o più individui.</p>
<p>È <strong>la paura di perdere ciò che abbiamo</strong>: ci sentiamo vulnerabili a perdere l&#8217;attenzione o i sentimenti di qualcuno vicino a noi. È definita come disagio mentale dovuto al sospetto o alla paura della rivalità, infedeltà, ecc. e può includere l&#8217;invidia quando il nostro rivale ha aspetti che desideriamo.</p>
<p>La gelosia può produrre risultati negativi o positivi, a seconda di come si risponde ad essa. Ad esempio, scoraggiando l&#8217;infedeltà, la gelosia è storicamente servita a mantenere la specie. Però può essere anche una forza distruttiva nelle relazioni, persino letale. La gelosia è infatti la principale causa di omicidi coniugali.</p>
<p><strong>L</strong><strong>&#8216;invidia. </strong>È <strong>il desiderio di possedere ciò che qualcun altro ha</strong>.</p>
<p>Ad esempio, potresti provare invidia per un collega che ottiene la promozione o il riconoscimento che speravi, o per l&#8217;amico che ha più soldi.</p>
<p>Su scala più ampia, l&#8217;invidia può portare alla violenza e all&#8217;odio tra le società. In alternativa, può portare ad una maggiore motivazione e alla spinta a lavorare di più e ad avere successo.</p>
<p>Sia l&#8217;invidia che la gelosia implicano confronti che riflettono un sentimento di insufficienza ed inferiorità:</p>
<p>-“<em>Sono inferiore a X che ha ciò che voglio</em>” (invidia);</p>
<p>&#8211; “<em>Sono inferiore a X che può sminuire (o sta diminuendo) la mia importanza per qualcuno</em>” (gelosia).</p>
<p>Sentirsi “non abbastanza” è il filo conduttore. I confronti sono una bandiera rossa per la vergogna di fondo. Maggiore è l&#8217;intensità o cronicità di questi sentimenti, maggiore è la vergogna.</p>
<h3><strong>Quando la gelosia diventa nociva</strong></h3>
<p><strong>La gelosia può diventare nociva per</strong> una serie di motivi e sicuramente <strong>l&#8217;insicurezza</strong> è un fattore importante. Gli studi dimostrano, infatti, che gli individui insicuri sono più inclini alla gelosia. La convinzione radicata di essere inadeguati ed immeritevoli di amore innesca e motiva la gelosia patologica, tanto da immaginare, ad esempio, che il proprio partner desideri altre persone più di noi quando in realtà non è così.</p>
<p>&#8211; “<em>Non posso credere che un uomo bello e compiuto come lui può essere attratto da me</em>”;</p>
<p>&#8211; “<em>è solo questione di tempo prima che trovi qualcuno migliore di me</em>”;</p>
<p>&#8211; “<em>mi lascerà sicuramente</em>”.</p>
<p>Un altro fattore connesso alla <strong>gelosia patologica</strong> risulta essere lo stile di attaccamento. Le ricerche suggeriscono che coloro che sono cresciuti con un <strong>attaccamento insicuro</strong> a un caregiver primario che li ha portati a essere molto ansiosi cercano rassicurazioni ed intimità costanti con un partner romantico, forse più intimità di quanto non sia comodo per il partner.</p>
<p>Inoltre le persone con uno <strong>stile di attaccamento ansioso</strong> possono avere una soglia più bassa per rilevare possibili minacce: tendono a preoccuparsi degli amici platonici o di eventi che agli altri sembrano minori;  mostrano forti reazioni negative a qualsiasi conflitto o allontanamento in una relazione.</p>
<p>Anche <strong>i modelli di comportamento della famiglia di origine</strong> possono giocare un ruolo importante nello sperimentare una <strong>gelosia patologica</strong>: “<em>Mio padre ha costantemente tradito mia madre quando ero piccola</em>”, dice Elena, “<em>Per quanto non voglia essere amareggiata e sospettosa come mia madre, mi ritrovo costantemente a controllare il mio ragazzo. Dice che mi è totalmente fedele. Mi piacerebbe crederci. Ma ho questa reazione gelosa istintiva se lui si limita a guardare un&#8217;altra donna</em>”.</p>
<p>Infine, la <strong>gelosia</strong> può essere un sottoprodotto tossico di un<strong> comportamento abusivo</strong>. L&#8217;abusante controlla il suo partner con reazioni gelose a relazioni o eventi innocui, isolandolo infine da amici e familiari. Troppo spesso, una gelosia così forte può essere interpretata erroneamente, almeno inizialmente, come un segno d&#8217;amore.</p>
<h3><strong>Come impedire alla gelosia di sabotare la tua relazione</strong></h3>
<p>La gelosia racchiude una moltitudine di emozioni: dalla rabbia intensa alla tristezza e all&#8217;ansia.  Risulta però importante <strong>distinguere il sentirsi gelosi</strong> (le emozioni ed i sentimenti provati) <strong>dalle azioni che mettiamo in atto</strong> in risposta a quelle emozioni.</p>
<p>Sentirsi gelosi non equivale inevitabilmente ad agire in base alla gelosia. <strong>Sono le azioni che possono metterci nei guai sotto e sabotare le nostre relazioni.</strong></p>
<p>Infatti, sebbene sia un&#8217;emozione naturale, e talvolta salutare, a seconda di come viene agita, la gelosia può anche essere uno dei nostri sentimenti più distruttivi. C<strong>osa puoi fare se la gelosia si sta frapponendo tra te e qualcuno che ami?</strong></p>
<p><strong>Ecco alcuni suggerimenti</strong> per affrontare la gelosia e l&#8217;insicurezza, per imparare a non permettere alla gelosia di dirottare il nostro giudizio:</p>
<ol>
<li><strong> Parla con il tuo partner.</strong> Esplora cosa scatena la tua gelosia e/o la sua. Condividi i sentimenti sulle tue diverse esperienze di vita, realtà e stili di attaccamento. I tuoi sentimenti di gelosia provengono dall&#8217;insicurezza a causa di un attaccamento ansioso o insicuro ai tuoi genitori? Pensi che quando due persone si amano, dovrebbero essere tutto l&#8217;una per l&#8217;altra, escludendo tutte le altre? Ti senti minacciato dagli amici platonici del tuo partner? O la tua gelosia deriva dal fatto che lui o lei sembra trascorrere più tempo con gli amici che con te, lasciandoti escluso e trascurato? Racconta al tuo partner il comportamento che ti infastidisce con una mente aperta in modo non accusatorio. Condividi i tuoi sentimenti di insicurezza, piuttosto che giudicarlo. Condividere le tue diverse prospettive e arrivare a comprendere le tue vulnerabilità e quelle del tuo partner può aiutarti a risolvere alcuni problemi di gelosia o a identificare quelle che potrebbero essere differenze inconciliabili.</li>
<li><strong>Mettiti e rispetta i limiti. </strong>Anche le relazioni molto strette hanno bisogno di confini. Rispetta la privacy e la libertà del tuo partner.  Non cercare di controllare o interrogare il tuo partner, guardando il suo telefono o intrufolandoti nella sua e-mail. Non frugare nei cassetti della sua scrivania e non tenere traccia di ogni suo movimento sul telefono. Se ti senti ansioso o insicuro, parla con il tuo partner. E se ritieni di non poterti fidare di lui o di lei, è improbabile che investigare risolva ciò che affligge la tua relazione.</li>
<li><strong>Concentrati sulle tue ragioni per vivere con</strong><strong>gratitudine. </strong>Questo può significare celebrare una stretta amicizia o una relazione romantica concentrandosi sul positivo piuttosto che anticipando il tradimento e la delusione. Questo può significare gioire del momento, godere della vicinanza che senti oggi senza lasciare che la paura della perdita interferisca. Può significare fare un atto di fede per fidarsi di un altro. Havelock Ellis una volta descrisse la gelosia come “<em>quel drago che uccide l&#8217;amore con la scusa di tenerlo in vita</em>”. Correre il rischio di fidarsi di un altro può mantenere vivo il tuo amore.</li>
<li><strong> Pratica </strong><strong>la consapevolezza</strong><strong>.</strong> Ogni momento che passiamo a rimuginare e ad immaginare il peggio, ci derubiamo del momento presente e, potenzialmente, della nostra felicità. Notare e accettare ciò che sorge (compresi tutti i pensieri e i sentimenti) senza un severo giudizio è al centro della consapevolezza. Quando siamo consapevoli, siamo in grado di uscire dal pilota automatico e di entrare nel momento presente. Qui siamo meno vulnerabili all&#8217;essere emotivamente dirottati da sentimenti angoscianti, come la gelosia.</li>
<li><strong> Non credere a tutto ciò che pensi.</strong> Anche le nostre convinzioni su noi stessi e sul mondo hanno un effetto. Ad esempio, se ritieni che tutto ciò che hai da offrire al tuo partner siano le tue caratteristiche fisiche, allora chiunque entri in contatto con lui o lei che sembra essere più attraente può essere percepito come una minaccia e può scatenare sentimenti di gelosia. Se pensiamo qualcosa abbastanza spesso, iniziamo a crederci. Questo è il motivo per cui è essenziale “controllare i fatti” e non credere a tutto ciò che pensiamo. Ad esempio, se c’è un pensiero che ti assilla, annoiati di quel pensiero: scegli un pensiero scatenante, ad esempio, “<em>Mi lascerà per il suo collega</em>” o “<em>So che la trova più attraente di me</em>”, e poi ripeti quel pensiero 500 volte. Anche se la tua ansia probabilmente aumenterà nelle prime 10, 20 o 50 volte che lo ripeti, alla fine, però, ti annoierai e quel pensiero comincerà a perdere parte del suo potere.</li>
<li><strong>Mantieni le tue aspettative realistiche.</strong> Ognuno vede il mondo e interpreta le situazioni attraverso le proprie lenti. Ciò che una persona trova accettabile, un&#8217;altra lo può trovare spaventoso. Alcuni hanno convinzioni perfezionistiche sull&#8217;amore e sull&#8217;impegno, che possono farli soffrire più del necessario. È importante che le coppie arrivino a una comprensione reciproca dei bisogni o delle aspettative dell&#8217;altro. Se i tuoi sono troppo alti o non realistici, potresti dover tornare sulla terra e apportare alcune modifiche.</li>
<li><strong>Ricorda che non sei responsabile del comportamento di un altro.</strong> Se ti ritrovi a lottare con intensi sentimenti di gelosia, è importante guardare alle paure sottostanti e alle implicazioni dell&#8217;essere traditi. Chiediti quale significato dai all&#8217;essere tradito. Ad esempio, credi che implichi una riflessione su di te? Pensi: “Se ha tradito, significa che io sono ……. ?&#8221; Identifica e quindi sfida questi pensieri e convinzioni, ricordandoti che la decisione di un partner di mentire o imbrogliare riguarda più loro che te. Quando il nostro senso del valore non dipende dall&#8217;approvazione degli altri, incluso il nostro partner, le nostre paure avranno meno presa su di noi. Anche se lo scenario peggiore si rivela vero, ricorda che alla fine starai bene. “<em>Considera la possibilità di sopravvivere</em>” (Leahy).</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<h6>Le fonti in lingua originale:</h6>
<p><a href="https://www.psychologytoday.com/intl/blog/complicated-love/202202/5-ways-keep-jealousy-destroying-love" target="_blank" rel="noopener">https://www.psychologytoday.com/intl/blog/complicated-love/202202/5-ways-keep-jealousy-destroying-love</a></p>
<p><a href="https://www.psychologytoday.com/intl/blog/toxic-relationships/202107/dealing-triangulation-envy-and-jealousy" target="_blank" rel="noopener">https://www.psychologytoday.com/intl/blog/toxic-relationships/202107/dealing-triangulation-envy-and-jealousy</a></p>
<p><a href="https://www.psychologytoday.com/intl/blog/nurturing-self-compassion/201802/how-keep-jealousy-sabotaging-your-relationship" target="_blank" rel="noopener">https://www.psychologytoday.com/intl/blog/nurturing-self-compassion/201802/how-keep-jealousy-sabotaging-your-relationship</a></p>
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		<title>5 miti comuni sulla relazione perfetta</title>
		<link>https://www.psicologacorinnadagliana.it/5-miti-comuni-sulla-relazione-perfetta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Corinna Dagliana]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Feb 2022 16:09:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[problemi relazionali]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[insoddisfazione]]></category>
		<category><![CDATA[psicologo firenze]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapeuta firenze]]></category>
		<category><![CDATA[relazione di successo]]></category>
		<category><![CDATA[relazione perfetta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Che tu sia single (felicemente e non), appena innamorato oppure coinvolto in una relazione più o meno soddisfacente, questa è la domanda che ti faccio oggi: “Come sarebbe la tua relazione se fosse perfetta?” Ovviamente, la mia domanda è solo una sorta di provocazione perché, come la perfezione non è di questo mondo, così allo  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Che tu sia single (felicemente e non), appena innamorato oppure coinvolto in una relazione più o meno soddisfacente, questa è la domanda che ti faccio oggi: “<strong><em>Come sarebbe la tua relazione se fosse perfetta?</em></strong>”</p>
<p>Ovviamente, la mia domanda è solo una sorta di provocazione perché, come la perfezione non è di questo mondo, così allo stesso modo <strong>non esiste</strong> nemmeno <strong>la relazione perfetta</strong>. Mi dispiace (o anche no).</p>
<p>Ognuno di noi tende a costruire <strong>la propria idea di relazione perfetta</strong> essendo influenzato dalle aspettative maturate nell’infanzia, da ciò che viene attualmente pubblicizzato sui social media e sui film, da ciò che leggiamo dagli “esperti” o da ciò che sperimentano nei nostri gruppi sociali. Insomma, ognuno di noi, chi più chi meno, può ritrovarsi in un certo momento (o costantemente) a <strong>confrontare</strong>, quanto sia simile oppure diversa, <strong>la propria relazione rispetto alla relazione perfetta</strong>.</p>
<p>Anche se ci saranno sicuramente più descrizioni di come dovrebbe essere questa relazione perfetta, dato che ognuno ha la propria personale idea di relazione perfetta, sono convinta che, se andassi ad analizzare tutte le risposte alla domanda posta inizialmente, constaterei l’esistenza di alcuni <strong>denominatori comuni</strong> di queste sedicenti<strong> relazioni perfette</strong>. Diciamo almeno <strong>5</strong>.</p>
<p><strong>Cinque miti comuni sulla relazione perfetta</strong>, che è importante tenere sempre bene a mente, in modo da<strong> evitare di sentirti deluso, frustrato o fallito</strong>, ecc., ogni volta che cadrai in tentazione di andare a confrontare la tua relazione con quella relazione perfetta basata sulla tua fantasia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>“<em>Come sarebbe la tua relazione se fosse perfetta?</em>” Ecco 5 miti comuni sulla relazione perfetta</h2>
<p><strong> </strong></p>
<h3><strong>Mito n. 1: In una relazione perfetta i partner sono totalmente compatibili</strong></h3>
<p>Se fosse vero, non ci sarebbe mai una <strong>relazione di successo</strong>. Sicuramente è sempre una buona cosa per entrambi i partner<strong> essere in grado di scendere a compromessi e dare generosamente spazio ai desideri dell&#8217;altro</strong>, ma l&#8217;armonia totale è totalmente inverosimile.</p>
<p>Chi ha coniato e diffuso l’espressione “<em>l’altra metà della mela</em>” era sicuramente in malafede!</p>
<p>La maggior parte dei partner si incontra dopo che ciascuno ha avuto precedenti esperienze di relazione che hanno contribuito a formare le <strong>proprie opinioni e preferenze</strong>. Quando due partner si incontrano, devono capire dove tendono più automaticamente verso gli stessi <strong>sogni e desider</strong>i, dove potrebbero avere <strong>modi</strong> completamente <strong>diversi di affrontare la vita</strong>, dove possono concordare di non essere d&#8217;accordo e <strong>negoziare</strong> <strong>con successo</strong> tali <strong>differenze</strong>.</p>
<h3><strong>Mito n. 2: In una relazione perfetta i partner hanno “uguali appetiti”</strong></h3>
<p>Ciò significherebbe, ovviamente, che entrambi i partner avrebbero le stesse priorità su ciò che è più importante, vorrebbero le stesse cose allo stesso tempo, non desidererebbero mai qualcosa che l&#8217;altro non desidera e cancellerebbero o minimizzerebbero le differenze.</p>
<p>Io non ho mai incontrato una coppia che ha fame allo stesso tempo, vuole fare sesso nello stesso modo e frequenza, vuole socializzare esattamente con le stesse persone allo stesso tempo, o dormire durante le stesse ore e lo stesso numero di ore. E te?</p>
<p>Sì, è fantastico quando quegli appetiti si sovrappongono in modo naturale, ma <strong>la maggior parte delle coppie di successo</strong> che ho conosciuto <strong>si aspettano che avranno sempre bisogno di negoziare</strong> con successo<strong> la probabile differenza di appetiti</strong> che ciascuna porta nella relazione.</p>
<h3><strong>Mito n. 3: In una relazione perfetta i partner mettono sempre la loro relazione al primo posto</strong></h3>
<p>Una delle grandi verità delle <strong>relazioni di successo</strong> è che <strong>entrambi i partner sono flessibili nel</strong> sapere che devono <strong>bilanciare i</strong> loro <strong>bisogni personali</strong>, i loro <strong>bisogni di carriera</strong>, i loro <strong>bisogni familiari</strong>, i loro <strong>bisogni spirituali</strong> e i loro <strong>bisogni di relazione</strong>. Queste esigenze spesso non sono prioritarie per nessuno dei due partner e c&#8217;è una profonda consapevolezza che <strong>qualsiasi relazione non può mai soddisfare tutti i bisogni di una persona</strong>.</p>
<p>Per mantenersi interessanti e interessati l&#8217;un l&#8217;altro, i partner con relazioni di successo esplorano le sfide che provengono dall&#8217;esterno della relazione: <strong>la libertà di crescere <em>all&#8217;interno dell&#8217;impegno</em> è il percorso di maggior successo</strong>.</p>
<h3><strong>Mito n. 4: In una relazione perfetta i partner non sono mai attratti da nessun altro</strong></h3>
<p>Gli esseri umani non sono “naturalmente nati” per stare con un partner in grado di soddisfare tutti i loro bisogni per tutta la vita. Man mano che maturano, esplorano ed espandono la loro consapevolezza, esperienze ed opzioni, possono andare in contro ad avere <strong>momenti occasionali in cui si sentono vincolati dai loro partner, non importa quanto li apprezzino</strong>.</p>
<p><strong>Questo non vuol dire, però, che i partner con relazioni di successo non debbano essere pienamente impegnati a rimanere nella loro relazione</strong>. Quello che fa la differenza è il riuscire ad accettare questi pensieri e non esserne minacciati. Ed adoperarsi per cercare soluzioni, sicuramente non sempre perfette.</p>
<h3><strong>Mito n. 5: In una relazione perfetta non avvengono conflitti seri</strong></h3>
<p>Niente di più falso. I partner di relazioni di successo hanno sempre conflitti perché sono in costante crescita e cambiamento e vogliono essere sfidati da nuovi modi di pensare. Accettano che<strong> i conflitti sorgono naturalmente</strong> quando la stimolazione e l&#8217;esplorazione <strong>fanno parte della relazione.</strong></p>
<p>Tuttavia, hanno buone <strong>capacità di risoluzione dei conflitti</strong>. Sanno <strong>ascoltare</strong>, <strong>rispettare i punti di vista dell&#8217;altro</strong> e cercare modi per incorporare queste nuove sfide.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h6><a href="https://www.psychologytoday.com/intl/blog/rediscovering-love/202201/6-common-myths-about-perfect-relationships" target="_blank" rel="noopener">Vai alla fonte in lingua originale</a></h6>
<p>&nbsp;</p>
<h4>La relazione perfetta non esiste, se non nella nostra testa. Confrontare costantemente la propria relazione con la nostra relazione perfetta immaginaria può portare solo a frustrazione, delusione e senso di fallimento. Tutte cose che non fanno bene né a te né alla tua relazione. Quindi inizia a demolire quell’idea di relazione perfetta che ti sei creato nella tua mente, partendo proprio dallo sfatare i 5 miti più comuni sulla relazione perfetta. Buona demolizione!</h4>
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		<title>Quando l&#8217;amore finisce</title>
		<link>https://www.psicologacorinnadagliana.it/quando-lamore-finisce/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Corinna Dagliana]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Aug 2021 09:57:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[problemi relazionali]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[disamore]]></category>
		<category><![CDATA[disinnamoramento]]></category>
		<category><![CDATA[divorzio]]></category>
		<category><![CDATA[matrimonio]]></category>
		<category><![CDATA[problemi di coppia]]></category>
		<category><![CDATA[psicologo firenze]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapeuta firenze]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.psicologacorinnadagliana.it/?p=1835</guid>

					<description><![CDATA[<p>La tua relazione di coppia è in crisi? Senti di non essere più innamorato/a? È difficile definire esattamente cosa si prova a disinnamorarsi, però è un processo che, didatticamente, si può suddividere in fasi identificabili. Spesso, però, le coppie arrivano in terapia quando l’amore è già finito, se non addirittura sepolto, quando sono demoralizzate e  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La tua relazione di coppia è in crisi? Senti di non essere più innamorato/a?</p>
<p>È difficile definire esattamente cosa si prova a <strong>disinnamorarsi</strong>, però è un processo che, didatticamente, si può suddividere in <strong>fasi identificabili.</strong></p>
<p>Spesso, però, le coppie arrivano in terapia quando l’amore è già finito, se non addirittura sepolto, quando sono demoralizzate e i partner non si sopportano a vicenda. In pratica quando non c’è quasi più niente da fare per <strong>salvare la relazione</strong>.</p>
<p>Per non arrivare a questo, diamo un&#8217;occhiata al processo attraverso il quale le coppie raggiungono questa impasse, essendo &#8220;disinnamorate&#8221;, in modo da avere <strong>una “guida” per intervenire prima che non ci sia più niente da fare</strong>.</p>
<h3>Amore e matrimonio</h3>
<p>Generalmente se chiediamo ad una coppia quale è il motivo più importante per sposarsi, la risposta è l’<strong>amore</strong>. Quindi non dovrebbe sorprendere se è proprio la <strong>“mancanza d&#8217;amore”</strong> uno dei motivi principali per una rottura coniugale.</p>
<p>Questo, però, non significa che tutte le persone che “si disinnamorano” poi inevitabilmente divorzieranno. Infatti, in uno studio molto interessante condotto dalla psicologa sociale Karen Kayser (Kayser, K. <em>Quando l&#8217;amore muore: il processo di disaffezione coniugale. </em>New York: The Guilford Press, 1993)  si vede come il<strong> disinnamoramento</strong>, che lei definisce <strong>“disaffezione coniugale”</strong>, sia un processo che può o meno portare alla rottura della relazione.</p>
<p>Quindi risulta molto importante <strong>conoscere queste fasi del processo di disinnamoramento</strong> in modo da poter capire meglio e riconoscere a che punto si è del processo e poter così <strong>scegliere più saggiamente cosa fare al riguardo</strong>.</p>
<h3>Le 3 fasi del disinnamoramento</h3>
<p>Kayser ha identificato tre fasi nel processo de disinnamoramento, che hanno sentimenti, pensieri e azioni identificabili:</p>
<ol>
<li><strong>Si comincia con l&#8217;essere disillusi e delusi.</strong></li>
<li><strong>Si passa con il diventare disamorati.</strong></li>
<li><strong>Si finisce nella disaffezione, nell&#8217;apatia e nell&#8217;indifferenza.</strong></li>
</ol>
<h3>Disillusi e delusi dalla propria relazione</h3>
<p>La <strong>prima fase</strong> del disinnamoramento inizia con la <strong>disillusione</strong> (anche detta la fine della “luna di miele”) e prosegue con<strong> l’essere delusi dal proprio partner e dalla propria relazione amorosa.</strong></p>
<p>Quando la coppia si trova in questa fase, spesso<strong> un membro della coppia si lamenta di alcuni comportamenti o mancati comportamenti da parte del partner</strong>. Tra i più gettonati: le azioni di controllo del partner, la mancanza di responsabilità del partner, la mancanza di supporto emotivo del partner e la mancanza di sostegno del partner nel prendere decisioni che riguardano la coppia.</p>
<p>Tuttavia, la disillusione e la delusione sono spesso accompagnate anche per un diffuso <strong>ottimismo circa il futuro della relazione</strong>. Infatti, la maggior parte delle coppie che si trovano in questa fase tendono a non lasciarsi, anche se può capitare che ci abbiano pensato.</p>
<h3>Il passaggio al disamore</h3>
<p>La <strong>seconda fase</strong> del processo del disinnamoramento si caratterizza per la <strong>disaffezione</strong> verso il proprio partner: una<strong> graduale perdita di attaccamento emotivo nei confronti del partner</strong>, che porta a preoccuparsi meno di lui/lei. Questa disaffezione, o <strong>perdita di sentimenti amorosi</strong>, generalmente è conseguente la mancata messa in atto di quei cambiamenti richiesti da un membro della coppia all’altro.</p>
<p><strong>Cosa succede in questa fase?</strong></p>
<p>In primo luogo, i sentimenti di delusione diminuiscono, ma <strong>aumentano i sentimenti di rabbia e di dolore</strong> a causa del mancato cambiamento di quei comportamenti giudicati negativi e non graditi. Queste azioni ricorrenti non vengono né perdonate né dimenticate.</p>
<p>In secondo luogo, <strong>il focus della relazione viene ora centrato su quei tratti negativi percepiti del partner</strong> che si ritiene spieghino l&#8217;irresponsabilità, le azioni di controllo e la mancanza di supporto emotivo. Ogni comportamento del partner giudicato negativo è messo sotto la lente d’ingrandimento, mentre <strong>diventa quasi impossibile concentrarsi sugli aspetti positivi della relazione</strong>.</p>
<p>Man mano che la rabbia e il dolore aumentano, il partner infelice cercherà sempre più una <strong>distanza fisica ed emotiva dal partner</strong>. Alcuni potrebbero cercare una separazione fisica.</p>
<p>I pensieri di lasciare il partner non sono più fugaci in questa fase, ma si fanno più frequenti e concreti.</p>
<h3>I segni distintivi della disaffezione: apatia e indifferenza</h3>
<p>Il crescente distanziamento, sia fisico che emotivo, caratterizza<strong> l’ultima fase</strong> del disinnamoramento. La rabbia e il dolore lasciano il posto all’<strong>apatia</strong> e all’<strong>indifferenza</strong>.</p>
<p>Anche se alcuni si sentono dispiaciuti per il proprio partner, <strong>la maggior parte delle persone che si trovano in questa fase non pensano di continuare a portare avanti la relazione di coppia ed iniziano ad intraprendere alcune azioni per porvi fine</strong>.</p>
<p>In questa fase di disaffezione il proprio partner non viene più visto come capace di cambiare e gli sforzi per risolvere <strong>i problemi coniugali diminuiscono drasticamente</strong>. Si inizia a gestire la propria disaffezione in modo più personale e proattivo: confidandosi con gli amici, cercando un aiuto professionale, cercando gruppi di supporto, ecc.</p>
<h3>Come <u>NON</u> affrontare la delusione, la dissoluzione e la disaffezione nella tua relazione</h3>
<p>Il <strong>problema</strong> è che <strong>le coppie richiedono aiuto prevalentemente quando ormai è troppo tardi</strong> e c’è poco da salvare, mentre nella fase in cui si potrebbe e dovrebbe intervenire (la prima fase, quella della disillusione/delusione) non sentono il bisogno e non vedono la necessità di chiedere un aiuto. Spesso, infatti, è<strong> solo quando ormai hanno preso la decisione di porre fine alla relazione, che decidono di “rendere pubbliche” le loro difficoltà</strong>, mentre prima sono riluttanti a farlo.</p>
<p>Quello che invece succede generalmente <strong>nella prima fase</strong> è che <strong>il partner deluso cerca di compiacere il proprio partner</strong>, ad esempio provando ad essere un “compagno perfetto&#8221;, cercando di coinvolgere il partner in un&#8217;attività, concordando maggiormente con i suoi suggerimenti, cambiando gli interessi, ecc. In pratica, assumendosi la responsabilità di creare un cambiamento nella relazione, anche incolpandosi per le cose che non funzionano.</p>
<p><strong>“Soffrono in silenzio”</strong>, riluttanti ad ammettere i problemi di coppia. Alcuni arrivano a tentare di ignorare i problemi mettendo in atto schemi autodistruttivi come l&#8217;eccesso di cibo, il sonno eccessivo , il lavoro, lo shopping, l&#8217;abuso di sostanze e persino tentativi di suicidio.</p>
<h3>Come affrontare la delusione, la dissoluzione e la disaffezione nella tua relazione</h3>
<p>È fondamentale cercare di <strong>affrontare i problemi il prima possibile</strong>, quando non è troppo tardi. Quindi è importante <strong>imparare  a riconoscere ed essere consapevoli dei problemi, parlarne e farsi aiutare</strong>: con il tuo partner, con amici e confidenti, o cercando un aiuto professionale.</p>
<p>Ci sono <strong>diversi tipi di problemi su cui</strong> si può<strong> lavorare:</strong></p>
<p><strong>&#8211; le aspettative sulla relazione di coppia o sul matrimonio;</strong></p>
<p><strong>&#8211; come comunicare ciò che desideri e ciò che provi;</strong></p>
<p><strong>&#8211; come diventare disposto ad essere consapevole dei tuoi problemi;</strong></p>
<p><strong>&#8211; come affrontare la resistenza del tuo partner;</strong></p>
<p><strong>&#8211; come riconoscere quando ti stai incolpando per i problemi di coppia.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h6><a href="https://www.psychologytoday.com/intl/blog/marriage-equals/202108/when-love-dies" target="_blank" rel="noopener">Vai alla fonte in lingua originale</a></h6>
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<h4><strong>Il “disinnamoramento” avviene in fasi identificabili</strong>, che si verificano prima che venga presa la decisione di lasciarsi. <strong>La miglior cosa è affrontare i problemi fin dall’inizio</strong>, nella prima fase, e non quando ormai è troppo tardi. Ci sono cose che si possono fare dopo che si è rimasti delusi e scontenti della relazione di coppia, prima di decidere di lasciarsi: ad esempio,<strong> imparare ad esaminare le proprie aspettative sulla relazione di coppia</strong> o sul matrimonio, <strong>comunicare in modo più efficace ed essere più consapevoli di sé in una relazione</strong>.</h4>
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<p>L'articolo <a href="https://www.psicologacorinnadagliana.it/quando-lamore-finisce/">Quando l&#8217;amore finisce</a> proviene da <a href="https://www.psicologacorinnadagliana.it">Psicologa Firenze - Sesto Fiorentino - Dott.ssa Corinna Dagliana - Psicoterapeuta</a>.</p>
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		<title>Come impedire al DOC da Relazione di rovinare la tua vita amorosa</title>
		<link>https://www.psicologacorinnadagliana.it/come-impedire-al-doc-da-relazione-di-rovinare-la-tua-vita-amorosa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Corinna Dagliana]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Aug 2021 19:14:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[problemi relazionali]]></category>
		<category><![CDATA[DOC; ossessioni; dubbi; difficoltà relazionali; amore; disturbo; psicologo firenze; psicoterapeuta firenze]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>M’ama o non m’ama? Lo amo o non lo amo? È la persona giusta per me? Mi piace veramente? Scagli la prima pietra chi non ha mai avuto, in alcuni momenti, delle incertezze sulla propria relazione. Ma, fate attenzione, se queste preoccupazioni e dubbi diventano eccessivi (ossessivi), tanto da creare disagio personale e nella coppia,  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>M’ama o non m’ama? Lo amo o non lo amo? È la persona giusta per me? Mi piace veramente?</em></p>
<p>Scagli la prima pietra chi non ha mai avuto, in alcuni momenti, delle <strong>incertezze sulla propria relazione</strong>. Ma, fate attenzione, se queste <strong>preoccupazioni e dubbi </strong>diventano<strong> eccessivi</strong> (ossessivi), tanto da creare disagio personale e nella coppia, allora potreste essere alle prese con il <strong>Disturbo Ossessivo Compulsivo da Relazione</strong>.</p>
<h3><strong>Cosa è il Disturbo Ossessivo Compulsivo da Relazione?</strong></h3>
<p>“<em>Non lo so</em>”, disse Lorenzo, mentre lottava per decidere se chiedere alla sua ragazza di sposarlo. “<em><strong>È la persona giusta per me? </strong>Continuo a trovare cose che non mi piacciono di lei. <strong>Forse un’altra ragazza sarebbe più adatta a me</strong>. Però mi sento così a mio agio con lei. Il sesso è fantastico e amo il suo senso dell&#8217;umorismo. Ma poi mi dà sui nervi e penso di non poter vivere con lei per il resto della mia vita. Cosa dovrei fare?</em>”</p>
<p>Chiara era preoccupata che il suo ragazzo non fosse più innamorato di lei. “<strong><em>Sto cercando di capire cosa volesse dire in questo messaggio</em></strong>”, disse preoccupata. “<em>Era sarcastico? Non mi sembra affettuoso nei miei confronti. Era arrabbiato per qualcosa? <strong>Ho fatto qualcosa di male?</strong></em>” Chiara aveva avuto problemi simili anche con precedenti partner e tutta la sua preoccupazione e il suo tentativo di capire cosa significasse ogni comportamento e ogni messaggio mandato dal partner di turno, non l&#8217;avevano mai portata a scoprire se quell’ uomo era la persona giusta per lei.</p>
<p>Marco affermava che sua moglie da diversi anni era “ridicolamente” gelosa. “<em>Pensa che ogni altra donna voglia portarmi via da lei. Controlla sempre il mio telefono per vedere se sto parlando con altre donne, e <strong>cerca di analizzare tutto quello che dico o scrivo</strong> o qualsiasi altra cosa per vedere quale potrebbe essere il messaggio sottostante</em>.”</p>
<p>Questi pensieri e comportamenti, che possono includere il <strong>pensiero ossessivo</strong>, la <strong>preoccupazione</strong> e le <strong>azioni compulsive messe in atto per alleviare l’ansia</strong> e il disagio provocati dalla presenza e/o dal contenuto delle ossessioni, descrivono quello che prende il nome di<strong> Disturbo Ossessivo Compulsivo da Relazione.</strong></p>
<h3><strong>Come si manifesta il Disturbo Ossessivo Compulsivo da Relazione?</strong></h3>
<p>Se è piuttosto comune chiedersi come sta andando una relazione (specialmente nelle prime fasi), se hai sintomi del <strong>disturbo ossessivo compulsivo da relazione</strong>, potresti continuare a <strong>chiederti ripetutamente se ami davvero il tuo partner o se lui/lei ti ama</strong>, anche molto tempo dopo che la relazione è avviata e che dovrebbe ormai aver raggiunto una dimensione solidamente intima.</p>
<p>Se soffri del <strong>disturbo ossessivo compulsivo da relazione</strong>, potresti chiedere a te stesso e a tutti gli altri che conosci se <strong>la relazione è <em>giusta</em> per te</strong>. E indipendentemente dal fatto che queste domande abbiano senso per te o dal fatto che tu non desideri fartele, questi <strong>dubbi si intromettano</strong> lo stesso <strong>nei tuoi pensieri</strong>, in tutti i tipi di momenti sgraditi, ed indipendentemente da ciò che fai per farli sparire. Anzi, le ricerche suggeriscono che <strong>cercare di costringerti a fermare questi pensieri può</strong>, in realtà, <strong>peggiorarli</strong>!</p>
<p>In chi soffre del <strong>disturbo ossessivo compulsivo da relazione</strong>, i <strong>pensieri e</strong> le <strong>preoccupazioni</strong> non solo <strong>influenzano negativamente la vita amorosa</strong>, ma possono anche danneggiare<strong> l’autostima</strong>, <strong>l’umore e</strong> persino<strong> la capacità di “funzionare bene” al lavoro.</strong></p>
<p>E solo per complicare un quadro già difficile, con il “<strong>DOC da relazione</strong>” potresti sentire che non c&#8217;è alcuna azione che puoi intraprendere per migliorare le cose: ad esempio, potresti prendere in considerazione l&#8217;idea di lasciare il partner e diventare estremamente <strong>ansioso</strong>; ma al contempo, l&#8217;idea di stare con quella persona ti lascia <strong>bloccato con dubbi senza fine</strong>.</p>
<p>Ma fatti coraggio. Se soffri di questi sintomi, <strong>ci sono alcune cose che puoi fare</strong> per aiutarti a raggiungere uno stato d&#8217;animo migliore e una vita relazionale più soddisfacente.</p>
<h3><strong>6 modi per contrastare il</strong> <strong>disturbo ossessivo compulsivo da relazione</strong></h3>
<p><strong>1)</strong> Se soffri di DOC da relazione, è importante riconoscere che i tuoi pensieri potrebbero essere sintomi, non fatti. Naturalmente, se sei infelice o ti senti maltrattato in una relazione, non far finta di nulla e affrontalo: indipendentemente da quali altre diagnosi, problemi psicologici o emotivi potrebbero essere presenti, nessuno ha il diritto di ferirti fisicamente o emotivamente.</p>
<p><strong>2)</strong> Se sospetti di soffrire di DOC da relazione, rivolgiti ad un professionista qualificato per ottenere una valutazione approfondita ed un sostegno e aiuto esperto.</p>
<p><strong>3)</strong> Impara a distinguere i pensieri dalle azioni: pensare di essere arrabbiati con una persona che ti ha interrotto non è la stessa cosa di urlare ed imprecare contro questa persona. I tuoi pensieri negativi e dubbi sui tuoi cari non sono fatti, sono “solo” pensieri, pertanto le domande su una relazione sono normali e non dannose in sé e per sé.</p>
<p><strong>4)</strong> Anche parlare con la persona amata a volte può aiutare. L&#8217;aspetto cruciale di tali discussioni è che riconosci che i <em>tuoi dubbi non sono fatti</em>. In altre parole, chiedersi se la relazione sia giusta non significa che non sia giusta; significa semplicemente che hai un disturbo che non ti permetterà di ambientarti nel tipo di intimità che tu e il tuo partner vorreste entrambi.</p>
<p><strong>5)</strong> Naturalmente, come si dice abbia detto Freud, a volte un sigaro è solo un sigaro. Cioè, se pensi sinceramente che la relazione sia negativa per te, usa il tuo sistema di supporto personale e professionale per aiutarti a uscirne.</p>
<p><strong>6)</strong> Ma se le prove sembrano suggerire che è una buona relazione, o lo sarebbe se potessi smettere di mettere in discussione le tue risposte, l&#8217;amore del tuo partner e la validità di ciò che hai e senti, allora, con tutti i mezzi, fatti aiutare per affrontare il tuo Disturbo Ossessivo Compulsivo da Relazione. E lasciati andare ad una relazione premurosa e significativa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h6><a href="https://www.psychologytoday.com/intl/blog/the-couch/202108/7-ways-stop-relationship-ocd-ruining-your-love-life" target="_blank" rel="noopener">Vai alla fonte in lingua originale</a></h6>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Il disturbo ossessivo compulsivo da relazione può indurre le persone a chiedersi se amano davvero il loro partner o se sono amati, anche quando in realtà sono in una buona relazione. <strong>Se temi di soffrire di DOC da relazione</strong> e vuoi smettere di rovinarti la tua vita amorosa, <strong>cerca ed ottieni un aiuto professionale</strong> per imparare a riconoscerne i sintomi e a non esagerare e a sostenere l&#8217;impatto dei tuoi pensieri e dubbi.</h4>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>I vantaggi di comprendere un altro punto di vista</title>
		<link>https://www.psicologacorinnadagliana.it/i-vantaggi-di-comprendere-un-altro-punto-di-vista/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Corinna Dagliana]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Jul 2021 12:51:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[problemi relazionali]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto; gestire i conflitti; relazioni efficaci; punti di vista; risolvere i problemi; psicologo firenze; psicoterapeuta firenze]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Relazionarsi con persone che hanno le nostre stesse opinioni è sicuramente più facile. Purtroppo, non è sempre possibile. E forse non è un male. Ora domandati: quando mi sono trovato a confrontarmi con una persona che la pensava diversamente da me, ho mai provato ad inquadrare la situazione dal suo punto di vista? Se non  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Relazionarsi con persone che hanno le nostre stesse opinioni è sicuramente più facile. Purtroppo, non è sempre possibile. E forse non è un male.</p>
<p>Ora <strong>domandati</strong>: <em>quando mi sono trovato a confrontarmi con una persona che la pensava diversamente da me, <strong>ho mai provato ad inquadrare la situazione dal suo punto di vista?</strong></em></p>
<p>Se non lo hai mai fatto, e non lo hai mai preso neppure in considerazione, è bene che tu sappia che <strong>ci sono molti vantaggi nel comprendere i pensieri, le motivazioni e le emozioni di un&#8217;altra persona.</strong></p>
<p>Prendere il punto di vista dell&#8217;altra persona, infatti, <strong>può aiutarti a:</strong></p>
<p><strong>&#8211; ridurre i conflitti,</strong></p>
<p><strong>&#8211; risolvere i problemi in modo più efficace,</strong></p>
<p><strong>&#8211; ampliare la tua visione di te stesso.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Come si fa ad adottare un altro punto di vista?</strong></h3>
<p>Sospendere il giudizio ed ascoltare un&#8217;altra prospettiva aiuta. Ma come si fa?</p>
<p>Per comprendere la prospettiva di un altro, dobbiamo prima <strong>mettere da parte i nostri pensieri e sentiment</strong>i. Questo allontanamento dalla nostra prospettiva è difficile da fare perché, <strong>spesso, ascoltiamo solo per giudicare</strong>: facciamo supposizioni e giungiamo a conclusioni sul messaggio dell&#8217;altra persona<strong> senza sentire veramente ciò che quella persona sta cercando di dirc</strong>i.</p>
<p>Quindi quello che dobbiamo fare per riuscire a calarci nel punto di vista dell’altra persona è, innanzitutto, <strong>sospendere il giudizio</strong> e aprire gli occhi, le orecchie e il cuore a ciò che sta dicendo l&#8217;altra persona.</p>
<p>Ecco svelato il segreto: <strong>ascoltare senza giudicare.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Prendere il punto di vista dell&#8217;altra persona aiuta a ridurre i conflitti </strong></h3>
<p>Il vantaggio di riuscire a <strong>comprendere il punto di vista dell&#8217;altra persona</strong> è che sei in grado di dire a quella persona ciò che hai capito. E questo <strong>fa si che quella persona si senta ascoltata</strong> <strong>e</strong>, conseguentemente, che sia <strong>più disposta ad ascoltare il tuo punto di vista.</strong></p>
<p>Se eviti di voler convincere l’altro a tutti i costi che la tua è l’opinione giusta e la sua quella sbagliata, e dimostri che lo stai ascoltando, che stai provando a capire il suo punto di vista, allora ci saranno più probabilità che anche l’altra persona faccia altrettanto e, conseguentemente, <strong>le opinioni contrastanti  saranno ridotte</strong>, poiché <strong>ognuno si renderà conto che c&#8217;è più di un modo di vedere la questione.</strong></p>
<h3></h3>
<h3><strong>Prendere il punto di vista dell&#8217;altra persona aiuta a risolvere un problema</strong></h3>
<p>Quando si presenta un problema difficile da risolvere, sia esso personale o lavorativo, spesso ci può essere d’aiuto, per risolverlo, avere il punto di vista di un&#8217;altra persona.</p>
<p>Ancora una volta, però, <strong>devi mettere da parte le tue opinioni e i tuoi giudizi per ascoltare e accettare davvero un punto di vista diverso</strong>.</p>
<p>Quel diverso punto di vista, infatti, può aggiungere una sfumatura a ciò che vedi te e questo può essere <strong>fondamentale per risolvere un problema</strong> oppure farti vedere il problema stesso in maniera diversa e/o più sfumata. Questo perché, a volte, applicando solo la tua soluzione al problema, il problema potrebbe non essere risolto in modo efficace.</p>
<p>Ricorda:<strong> c&#8217;è sempre più di una soluzione ad un problema, ma è necessario essere aperti a quella soluzione per vederla</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Prendere il punto di vista dell&#8217;altra persona aiuta a</strong> <strong>vedersi in un modo nuovo</strong></h3>
<p>Prendere in considerazione i punti di vista degli altri ti permette di ampliare anche il modo in cui vedi te stesso: <strong>ascoltando attentamente un&#8217;altra persona, inizi a vedere</strong> quella persona non solo nei termini dei tuoi stereotipi precedenti, ma nei <strong>suoi punti in comune con te.</strong></p>
<p><strong>La parte che non vogliamo vedere in noi stessi è spesso la parte che non vogliamo vedere in un&#8217;altra persona.</strong></p>
<p>Potremmo, ad esempio, avere delle opinioni stupide, proprio come l&#8217;altra persona. E, guardando attentamente, potremmo scoprire che, proprio come quella persona, stiamo difendendo la nostra opinione senza ascoltare l&#8217;opinione dell&#8217;altro. E quindi, infine, renderci conto che possiamo trovare delle cose in comune anche con persone che hanno convinzioni diverse dalle nostre.</p>
<p><strong>Sospendendo il nostro giudizio sugli altri e ascoltandoli davvero, possiamo passare da “me” a “noi”.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h6><a href="https://www.psychologytoday.com/intl/blog/lasting-love/202106/the-benefits-understanding-another-point-view-0" target="_blank" rel="noopener">Vai alla fonte in lingua originale</a></h6>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Prendersi del tempo per comprendere veramente il punto di vista di un&#8217;altra persona può avere diversi vantaggi: ci aiuta a ridurre i conflitti; può migliorare la nostra capacità di risolvere i problemi, aiutandoci a vedere soluzioni che altrimenti non avremmo notato; può anche aumentare la consapevolezza di noi stessi, enfatizzando ciò che condividiamo con gli altri, anziché solo le nostre differenze.</h4>
<h4>“<em>Depende , de qué depende?</em> De según como se mire, todo depende” (Jarabe de Palo)</h4>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>3 modi per migliorare la qualità delle tue relazioni</title>
		<link>https://www.psicologacorinnadagliana.it/3-modi-per-migliorare-la-qualita-delle-tue-relazioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Corinna Dagliana]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Jun 2021 17:11:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[problemi relazionali]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni; amore; relazioni soddisfacenti; relazioni durature; psicologo firenze; psicoterapeuta firenze]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Desideri avere una buona relazione con le persone che sono importanti per te? Sono certa che lo desideriamo tutti, che si tratti di un coniuge o un partner, un genitore o un familiare, un amico o un collega. E allora, perché non affidarci a quello che dicono le ricerche su come rafforzare le nostre connessioni  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Desideri avere una buona relazione con le persone che sono importanti per te?</strong> Sono certa che lo desideriamo tutti, che si tratti di un coniuge o un partner, un genitore o un familiare, un amico o un collega. E allora, perché non affidarci a quello che dicono le ricerche su come rafforzare le nostre connessioni interpersonali?</p>
<p>Ecco <strong>tre &#8220;dritte&#8221; per te</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>1. Una sana relazione con gli altri inizia con una sana relazione con noi stessi</strong></h3>
<p>Uno “slogan” che amo ripetere è che <em>non ci si può prendere cura degli altri, se non ci prendiamo prima cura di noi stessi</em>. Allo stesso modo, <strong>per avere una buona relazione con gli altri</strong>, <strong>dobbiamo prima instaurare e manutenere una buona relazione con noi stessi</strong>.</p>
<p><em>Ma <strong>come posso migliorare il rapporto che ho con me stesso?</strong></em> Ti starai chiedendo.</p>
<p>Bene, una nuova <a href="https://www.tandfonline.com/doi/full/10.1080/17439760.2021.1897868" target="_blank" rel="noopener">ricerca</a> pubblicata sul <em>Journal of Positive Psychology</em> suggerisce che nel cercare di migliorare il rapporto con se stessi <strong>può aiutare integrare buone prassi riguardo lo stile di vita con alcuni suggerimenti dati dalla psicologia positiva</strong>.</p>
<p>Per quanto riguarda lo stile di vita, i ricercatori raccomandano di <strong>prendersi cura di se stessi</strong> iniziando dallo stabilire una <strong>buona qualità di sonno</strong>: assolutamente vietato portarsi lo smartphone a letto; cercare di dormire regolarmente otto ore a notte. Raccomandano inoltre di aumentare il <strong>consumo giornaliero di alimenti a base vegetale</strong> e di fare<strong> 30 minuti di esercizio moderato o 10.000 passi al giorno</strong>.</p>
<p>Dal punto di vista della <strong>psicologia positiva</strong>, i ricercatori suggeriscono di:</p>
<p>&#8211; iniziare a prendere l’abitudine di <strong>fare a qualcuno un complimento sincero ogni giorno</strong>;</p>
<p>&#8211; dedicare <strong>15 minuti al giorno</strong> a <strong>riflettere sulle cose che sono andate bene</strong>;</p>
<p>&#8211; prendersi del tempo per <strong>perdonare</strong> le persone che ci hanno ferito.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>2. Trova un obiettivo comune</strong></h3>
<p>Un recente <a href="https://hellorelish.com/relationship-health-report-2020/" target="_blank" rel="noopener">studio</a>, che ha indagato anche come il covid-19 abbia influito sulla vita di coppia, ha messo in evidenza che<strong> le coppie che hanno incontrato meno difficoltà</strong> e hanno superato la pandemia con successo sono quelle che:</p>
<ol>
<li><strong>Hanno trascorso del tempo di qualità insieme;</strong></li>
<li><strong>Hanno pianificano il futuro;</strong></li>
<li><strong>Si sono concentrati su degli obiettivi comuni da raggiungere insieme.</strong></li>
</ol>
<p>D&#8217;altra parte, le coppie che hanno riportato maggiori difficoltà relazionali durante la pandemia sono quelle che hanno adottato comportamenti come non fare nulla, concentrarsi eccessivamente sui bambini, trascorrere una quantità eccessiva di tempo da soli e connettersi con vecchi amici a tal punto da interferire con le responsabilità familiari.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>3. Esprimi impegno ed apprezzamento</strong></h3>
<p>Un recente<a href="http://pnas.org/content/117/32/19061" target="_blank" rel="noopener"> studio</a> su oltre 11.000 coppie ha scoperto che le persone che consideravano il proprio partner molto impegnato nella relazione e molto riconoscente per l&#8217;amore che riceveva, avevano più probabilità di avere relazioni sane e a lungo termine.</p>
<p><strong>L&#8217;impegno e l&#8217;apprezzamento</strong>, dunque,<strong> sono</strong> risultati  più <strong>importanti per la qualità di una relazione romantica</strong> rispetto ad altri fattori come fiducia, sostegno, passione, frequenza dei rapporti sessuali ed affetto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h6><a href="https://www.psychologytoday.com/intl/blog/social-instincts/202106/4-ways-improve-the-quality-your-close-relationships" target="_blank" rel="noopener">Vai alla fonte in lingua originale</a></h6>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Tutti desideriamo avere delle buone relazioni con le persone per noi importanti. Ma le buone relazioni iniziano con la relazione che abbiamo con noi stessi, quindi è innanzitutto importante imparare ad amare se stessi. Poi è fondamentale trascorrere del tempo di qualità insieme, stabilire degli obiettivi comuni e pianificare insieme il futuro. Infine occorre impegnarsi nella relazione ed esprimere apprezzamento per l’altra persona.</h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicologacorinnadagliana.it/3-modi-per-migliorare-la-qualita-delle-tue-relazioni/">3 modi per migliorare la qualità delle tue relazioni</a> proviene da <a href="https://www.psicologacorinnadagliana.it">Psicologa Firenze - Sesto Fiorentino - Dott.ssa Corinna Dagliana - Psicoterapeuta</a>.</p>
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		<title>Sei un “ammortizzatore”? Ecco perchè dovresti smettere</title>
		<link>https://www.psicologacorinnadagliana.it/sei-un-ammortizzatore-ecco-perche-dovresti-smettere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Corinna Dagliana]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 May 2021 12:37:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[problemi relazionali]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[bisogni]]></category>
		<category><![CDATA[conflitti]]></category>
		<category><![CDATA[psicologo firenze]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapeuta firenze]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni soddisfacenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Molte persone che vengono in terapia lo fanno per lavorare sulle proprie relazioni. Questo perché, dopotutto, la qualità delle nostre relazioni determina la qualità delle nostre vite. I problemi familiari sono spesso legati alle lotte che definiscono i confini.  I problemi matrimoniali, di solito, implicano aspettative non soddisfatte. I problemi di lavoro possono essere generalmente ricondotti ad interazioni impegnative  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicologacorinnadagliana.it/sei-un-ammortizzatore-ecco-perche-dovresti-smettere/">Sei un “ammortizzatore”? Ecco perchè dovresti smettere</a> proviene da <a href="https://www.psicologacorinnadagliana.it">Psicologa Firenze - Sesto Fiorentino - Dott.ssa Corinna Dagliana - Psicoterapeuta</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Molte persone che vengono in <strong>terapia</strong> lo fanno per <strong>lavorare sulle proprie relazioni</strong>. Questo perché, dopotutto,<strong> la qualità delle nostre relazioni determina la qualità delle nostre vite</strong>.</p>
<p>I <strong>problemi familiari</strong> sono spesso legati alle lotte che definiscono i confini.  I <strong>problemi matrimoniali</strong>, di solito, implicano aspettative non soddisfatte. I <strong>problemi di lavoro</strong> possono essere generalmente ricondotti ad interazioni impegnative con i colleghi. Chi è single spesso rivela una storia di <strong>relazioni deludenti</strong> a causa dell&#8217;<strong>incapacità di stabilire dei confini e di comunicare i propri bisogni</strong>. Qualunque sia il problema, uno dei temi comuni che emergono è, che durante queste relazioni, qualcuno sopprime i propri bisogni e non comunica chiaramente. Quella persona è, il più delle volte, quello che nelle relazioni riveste il <strong>ruolo di “ammortizzatore”</strong>.</p>
<h2>Cos&#8217;è un ammortizzatore?</h2>
<p>In un veicolo, gli ammortizzatori riducono i sobbalzi e le vibrazioni per rendere la guida più fluida per tutti in macchina. Senza gli ammortizzatori, la corsa è irregolare e scomoda, i freni non funzionano come dovrebbero e le gomme si consumano rapidamente.</p>
<p><strong>Nelle relazioni, chi riveste il ruolo di “ammortizzatore” accetta, ignora o minimizza il comportamento sconsiderato o scortese degli altri per ridurre l&#8217;impatto ed evitare conflitti</strong>. L’ “ammortizzatore” vorrebbe parlare, protestare o difendersi, ma teme che ciò non farà che peggiorare le cose. Così, nel tempo, non parlare diventa la modalità di comunicazione predefinita.</p>
<p><strong>L&#8217; “ammortizzatore”</strong> diventa spesso così abile nel gestire tutte le persone intorno a se, <strong>anticipando e disinnescando i problemi</strong>, che è a malapena consapevole di farlo. L&#8217; “ammortizzatore” non si rende conto, almeno all&#8217;inizio, che questa strategia per mantenere la pace ha un costo enorme: <strong>i propri bisogni vengono continuamente subordinati ai bisogni di coloro che lo circondano</strong>.</p>
<h3>Come faccio a sapere se sono un “ammortizzatore”?</h3>
<p><strong>Gli ammortizzatori sopprimono abitualmente i propri bisogni per il comfort degli altri</strong>.</p>
<p>Hai buone probabilità di essere un “ammortizzatore” <strong>se:</strong></p>
<ul>
<li><strong>ti senti responsabile di dover mantenere l&#8217;armonia</strong>, non solo nelle tue relazioni, ma anche tra coloro che ti circondano;</li>
<li><strong>ti ritrovi a spiegare o giustificare il comportamento degli altri</strong> per smorzare l&#8217;impatto di ciò che è realmente accaduto;</li>
<li>ti assumi sempre più responsabilità a causa dei livelli di stresso dell&#8217;incompetenza degli altri;</li>
<li>spesso <strong>provi risentimento, sovraccarico o ansia nelle tue relazion</strong>i, specialmente con le persone a cui sei più vicino;</li>
<li>potresti imbarazzarti se un amico conoscesse tutta la verità su <strong>quanta responsabilità ti assumi e quanto poco sei considerato o quanti comportamenti ingiusti sopporti per evitare conflitti</strong>;</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Perché dovrei smettere di essere un “ammortizzatore”?</h3>
<p><strong>“Funzionare” come ammortizzatore è spesso molto efficace a breve termine</strong>: quando i tuoi figli adulti non si parlano tra di loro, tu rappresenti la pace; quando il tuo capo si prende il merito della tua idea in una riunione, stringi i denti e sorridi; quando il tuo partner smette di parlarti per giorni, lo aspetti e poi fingi che non sia successo niente.</p>
<p>Potresti <strong>rimuginare in silenzio, ribollire o lamentarti con un amico</strong>. Ma mai rischieresti il confronto, affrontando la situazione direttamente: “<em>Perché peggiorare le cose?</em>”. Questo è quello che, sicuramente, ti dici.</p>
<p>In realtà, però, <strong>la base di relazioni “sane”</strong>, tutte le relazioni, <strong>è una comunicazione chiara</strong>. Senza una comunicazione trasparente, le relazioni non possono e non dovrebbero sopravvivere. Sfortunatamente, una comunicazione chiara può sembrare impegnativa e complicata. <strong>Molte persone detestano il confronto e preferiscono tollerare la disarmonia piuttosto che rischiare il conflitto</strong>.</p>
<p>Ma <strong>il conflitto</strong>, anche se può spaventare, in verità <strong>fa bene</strong>. Ovviamente non il conflitto violento che fa terra bruciata intorno, che è dannoso ed improduttivo. Ma un <strong>conflitto “sano”</strong> e ponderato, <strong>in cui è consentito a tutti di esprimere e quindi assumersi la piena responsabilità delle proprie parole e azioni</strong>.</p>
<p><strong>Un conflitto “sano” è la via più diretta per la crescita di una relazione</strong>. Mentre la perfetta armonia, che richiede un alto livello di evitamento, stordisce noi e tutte le persone che ci circondano.</p>
<p>Certamente, in ogni relazione, ci sono momenti in cui è meglio soprassedere e/o  lasciare andare qualcosa. <strong>Un conflitto “sano” non significa essere pignoli su ogni parola e azione di coloro che ci circondano</strong>. E non si tratta di chiedere agli altri di diventare l&#8217;ammortizzatore al posto tuo.</p>
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<h6><a href="https://www.psicologacorinnadagliana.it/quando-lo-scontro-diventa-incontro-ovvero-come-gestire-i-conflitti/" target="_blank" rel="noopener">Qui più indicazioni su come gestire i conflitti</a></h6>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Se vuoi che le tue relazioni siano più soddisfacenti devi cambiare e smettere di rivestire il ruolo di “ammortizzatore”</strong>.</p>
<p>Come dice un vecchio slogan di protesta: “Silenzio = Morte”. In questo caso stiamo parlando della morte dell&#8217;autostima, della morte dei sogni e della morte della crescita individuale e collettiva.</p>
<p>Se vuoi che le tue relazioni siano più soddisfacenti, devi provare a <strong>darti il permesso di esprimere i tuoi bisogni e di fissare dei limiti</strong>, consentendo agli altri di raccogliere le conseguenze del proprio comportamento.</p>
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<h6><a href="https://www.psychologytoday.com/us/blog/staying-sane-inside-insanity/202105/are-you-shock-absorber" target="_blank" rel="noopener">Vai alla fonte in lingua originale</a></h6>
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<h4>Spesso per paura del conflitto e di danneggiare o peggiorare una relazione, finiamo col rivestire il ruolo di “ammortizzatore”, sopprimendo abitualmente i nostri bisogni per il comfort degli altri. Ma questo, se può sembrare efficacie a breve termine, nel lungo periodo può erodere l&#8217;intimità emotiva e danneggiare noi stessi, oltre che le nostre relazioni.</h4>
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<p>L'articolo <a href="https://www.psicologacorinnadagliana.it/sei-un-ammortizzatore-ecco-perche-dovresti-smettere/">Sei un “ammortizzatore”? Ecco perchè dovresti smettere</a> proviene da <a href="https://www.psicologacorinnadagliana.it">Psicologa Firenze - Sesto Fiorentino - Dott.ssa Corinna Dagliana - Psicoterapeuta</a>.</p>
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