La compassione non è intuitiva ed è un’abilità estremamente difficile da imparare. Infatti, anche se potrebbe sembrare facile da esprimere (la compassione), tendiamo ad essere più giudicanti di quanto non crediamo ed il nostro pregiudizio interferisce con la nostra capacità di essere compassionevoli.

Molto spesso l’educazione che riceviamo da bambini tende a trasmettere narrazioni critiche su “giusto” e “sbagliato”, così come su “buono” e “cattivo”. E queste idee possono portarci a guardare duramente ai nostri errori. Ma siamo esseri umani, non robot, e gli errori accadono inevitabilmente. Se impariamo ad esprimere compassione  a partire da noi stessi, possiamo considerare i nostri passi falsi come lezioni da cui possiamo imparare e riprenderci, invece di provare vergogna e rimpianto.

La compassione inizia da te

Più aspramente giudichi le tue azioni, più aspramente giudicherai gli altri. E meno compassione mostri a te stesso, seguendo determinate azioni,  e meno compassione mostrerai agli altri per azioni simili.

Gli esseri umani rispondono meglio all’incoraggiamento, piuttosto che al giudizio e alla critica, poiché questi ultimi tendono a farci sperimentare ansia e l’ansia interferisce con la nostra capacità di essere efficaci, raddoppiando i nostri sentimenti intrinseci di insicurezza.

Ricorda: più sei compassionevole con te stesso, più diventerai sicuro di te.

4 consigli che possono aiutarti a trattarti con più compassione

Ecco quattro suggerimenti che possono aiutarti ad essere più compassionevole verso te stesso:

1. Parla a te stesso come faresti con un bambino

Nota quando parli a te stesso in tono critico, usando espressioni come “Sei così stupido” o “Perché sei così stupido?” e chiediti se vorresti parlare al te stesso di 5 anni in quel modo.

Chiediti se il tuo io di 5 anni si sarebbe sentito incoraggiato o sconfitto se gli si fosse parlato in quel modo. E poi considera se c’è un modo più gentile per parlare a te stesso. Se la risposta è affermativa, prova a parlarti in quel modo.

2. Usa le affermazioni “io” contro quelle “tu”

Prendi un foglio e traccia una linea in verticale, dividendolo in due metà. Sul lato sinistro scrivi affermazioni critiche “Tu” come se qualcun altro le stesse dicendo (ad es. “Sei pigro” o “Sei disordinato”). Sul lato destro scrivi, invece, dichiarazioni compassionevoli “Io”, ad esempio, “Non sono pigro. A volte mi concedo il permesso di rilassarmi per ricaricarmi”.

Per fare questo parti da te stesso, dal considerare i tuoi valori ed i tuoi punti di forza e sviluppa il dialogo interiore di conseguenza, andando ad inquadrare e riconoscere i paradossi della nostra esperienza: sono ansioso ma indomabilesono traballante ma con i piedi per terrasono esausto e ancora resilientesono spaventato ma inarrestabilesono stanco e persistente, ecc.

3. Sii il tuo miglior allenatore

Spesso quando ci auto-critichiamo quello che facciamo è mettere in evidenza solo le cose negative che abbiamo fatto, spesso accentuandole o estremizzandole. Essere il tuo miglior allenatore significa, invece, parlare con te stesso in un modo incoraggiante e di supporto. Nota bene: questo non significa essere eccessivamente positivi con se stessi. Ma significa imparare a bilanciare il tuo pensiero, imparare a considerare obiettivamente i tuoi passi falsi, mettendo in luce sia gli aspetti negativi che quelli positivi, nell’ottica di spronarsi a far meglio senza auto-demolirsi.

Parlare con te stesso in modo compassionevole ti aiuterà a capire che puoi essere la versione migliore di te stesso senza che un allenatore svalutante ti rimproveri continuamente.

4. Sii un buon amico per te stesso

Quando un amico o un familiare sta attraversando un momento difficile o ha intrapreso un percorso che non ha funzionato come si aspettava, come parleresti con loro? Ti consiglio di pensare al tono che usi quando parli con i tuoi amici e familiari. Usa lo stesso spirito, lo stesso supporto, incoraggiamento, gentilezza e generosità nel modo in cui comunichi con te stesso. E notando che stai parlando gentilmente con te stesso, ti sentirai meglio anche con te stesso.

 

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La vita è piena di dossi. Il modo in cui rispondiamo a noi stessi quando li colpiamo ha molto a che fare con quanta fiducia abbiamo in noi stessi, con il nostro senso di autoefficacia, con quanta autostima e amabilità intrinseca abbiamo e con le quali ci apprestiamo ad affrontare la nostra prossima sfida. Usare la compassione verso noi stessi rafforza queste qualità e ci permette così di cadere senza farsi eccessivamente male, rialzandosi a testa alta pronti per andare avanti e crescere.

Inoltre, ricorda: più aspramente giudichiamo le nostre azioni, più aspramente giudicheremo gli altri.